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decadenza impero americano



UNIVERSITAS STUDIORUM PHILADELPHIAE 

FACOLTA' SCIENZE STORICHE - ANNO DOMINI 2053 

TESINA DEL LAUREANDO: JOSE' GALGANO - IRIDE 3/0056/409 


LA CADUTA DELL'IMPERO AMERICANO D'ORIENTE 

1 - la situazione nei primi due decenni del XXI° secolo 

All'inizio del XXI° secolo si pensava che sarebbe durata per molti
secoli la potenza del più vasto Impero mai apparso sulla terra: oltre
al territorio metropolitano, costituito naturalmente dai Grandi Stati
Uniti (sorti dalla fusione con gli Stati Canadesi) l'Impero si
estendeva agli Stati Uniti D'Europa, compresa la Russia; è una
opinione condivisa da larga parte degli storici che la Russia non
avesse altra possibilità di civile sopravvivenza, dopo la disastrosa
sconfitta in Cecenia e la conseguente rinuncia al suo immenso Impero
asiatico, abitato da popoli ormai incontenibili nel loro anelito alla
totale indipendenza; naturalmente, la perdita delle risorse minerarie
siberiane e caucasiche, aveva determinato il dissesto economico della
Russia e l'aveva costretta ad aderire agli Stati Uniti d'Europa.
Quindi, l'Impero comprendeva quasi tutti i popoli più progrediti e più
ricchi, aveva una tecnologia straordinariamente avanzata, armi di una
potenza assoluta e i popoli che ne facevano parte erano stati i
creatori o almeno i più convinti assertori di quella cultura
dell'occidente che era riuscita a dominare il mondo dal 1400 D.C. .

2 - Le cause della crisi 

Eppure, i segni premonitori della crisi erano già apparsi all'inizio
del XXI° secolo, ma non sono stati sufficientemente compresi dai
governi che reggevano le varie parti, più o meno autonome,
dell'Impero; anzi proprio la divisione originaria in tante nazioni e
stati, e la diversa influenza delle chiese locali ha provocato una
differente e contrastante valutazione dei fenomeni immigrativi che
dovevano far prevedere il lento, ma progressivo crollo di tutte le
barriere che proteggevano l'Impero e cioè di tutti i valori, ormai
consunti e obsoleti che avevano giustificato e contribuito a fondare
l'Impero, consolidatosi nel XX° secolo. In estrema sintesi, i valori
che avevano unito seppur blandamente i varii popoli nel vasto Nord del
mondo erano costituiti da un credo religioso comune (ma incrinato
dalle molteplici sfaccettature e divisioni politico-culturali e
storiche), da un substrato di quella cultura umanistica sbocciata
nell'Europa del XV° secolo, sulla quale si era via via sedimentata la
successiva vastissima cultura scientifica e filosofica, che aveva
consentito la creazione di una tecnologia così invasiva, da
condizionare integralmente, nel primo decennio del XXI° sec. i modi di
vivere di tutti i popoli dell'Impero Americano . Ebbene proprio
l'obsolescenza di alcuni valori e il magasviluppo della tecnologia
hanno accelerato, se non provocato, la caduta dell'Impero Americano
d'Oriente. Nel XXI° secolo, nonostante la strenua difesa dei pontefici
e patriarchi romani e slavi, era sentito sempre meno l'interesse per
il prossimo e, sia a livello dei governanti che dei singoli, non era
quasi mai attuato un qualsiasi comportamento che potesse aiutare chi
aveva bisogno; questo modo di pensare e di essere era praticato non
solo nei confronti dei popoli estranei all'Impero (per i quali era
fallito un blando tentativo di industrializzarne gli stati), ma
persino per quella larga parte della popolazione che non aveva ancora
raggiunto il livello medio di agiatezza e che perciò sopravviveva solo
con le scarse sovvenzioni e i donativi statali (ricordiamo i perenni
assegni eufemisticamente chiamati di disoccupazione, il diritto alla
assegnazione di loculi abitativi, le pensioni al 30° anno d'età che
erano solo un incentivo a lasciare il mondo, sempre più esiguo, del
lavoro). Evidentemente, queste provvidenze elargite in modo diseguale
dai vari stati intendevano solo sostituire il panem et circensem di
antichissima memoria. Per lo stesso motivo anche l'istituto familiare
appariva ormai desueto e disgregato: infatti non era più di moda,
nemmeno nell'ambito familiare, considerare e valorizzare gli uomini in
relazione a quello che essi fanno, non soltanto per se o per i propri
intimi, ma per gli altri. I valori umanistici, poi, erano il tessuto
connettivo del pensiero di quasi tutti i popoli dell'Impero :
l'esigenza di un equilibrio e di una certa armonia nel modo di
concepire la vita, la ricerca della bellezza come valore dominante in
tutte le espressioni artistiche e ambientali, il continuo desiderio di
sapere, di progredire e di scoprire nuove frontiere e di superarle,
per raggiungerne altre, questi erano i fondamenti della cultura
umanistica . L'esigenza di un modo di vivere equilibrato e armonico
presupponeva però una divisione delle risorse, se non eguale, almeno
improntata ai criteri di giustizia rappresentato dai tre principi
classici: neminem ledere, honeste vivere, uniquique suum tribuere.
Invece bastavano gli esorbitanti costi della giustizia per rendere
impossibile per le grandi masse non dotate di adeguata ricchezza, la
resistenza alle imposizioni sovente lesive, di quelli che erano
definiti i poteri forti, gestiti da determinate categorie di persone o
di classi o persino dei governi, che avevano così negato il loro
obbligo di dare giustizia a tutti i cittadini senza distinzione di
censo. Ma anche la ricerca della bellezza, nelle espressioni della
vita, ma soprattutto nelle degradate condizioni ambientali, non era
più una esigenza comunemente sentita ed era semmai ridotta ad un
interesse meramente personale, non comunicabile agli altri
appartenenti alla comunità . Infine, la tecnologia che aveva
condizionato ogni espressione di vita e i rapporti sociali, aveva
inesorabilmente provocato l'apatia culturale, che aveva gradatamente
estinto la continua ricerca del progresso; all'inizio i danni erano
stati limitati alla diminuita capacità di scrivere e di far di conto
senza l'uso dei calcolatori, ma poi la sempre più invasiva scelta
delle tecnologie destinate all'affrancazione degli uomini dalle
fatiche e dalle responsabilità del lavoro sia manuale, che
intellettuale, aveva portato prima alla semplice utilizzazione del
tempo ormai troppo libero per cercare la soddisfazione di interessi
meramente personali, leciti o meno leciti e (dopo la saturazione di
questi) aveva portato le masse alla atarassia o, nei casi deteriori,
alla abulia. In questa situazione collettiva, pur dopo la creazione di
robot in grado di dirigere altri robot adibiti a lavori meno
complessi, i governanti dovevano comunque sopperire non solo ad
esigenza di lavoro manuale di livello infimo, ma anche alla cura di
interessi generali, come la difesa del territorio o la tutela
dell'ordine pubblico, o anche solo familiari come la mera assistenza a
vecchi e bambini, che non potevano essere assolti da insensibili
robot; perciò venne consentito e anzi inizialmente agevolato
l'ingresso negli stati dell'Impero di individui, famiglie e clan dal
sud del globo, che si adattavano volentieri ai lavori che i cittadini
non volevano più fare; erano genti con religioni, tradizioni, usi e
culture logicamente inferiori da quella dell'Impero, ma che davano a
loro una valida e potente coesione e implicitamente la capacità di
raggiungere scopi e fini attinenti ai loro interessi collettivi .
Naturalmente, le genti del sud arrivarono sempre più numerose prima
legalmente, poi contravvenendo a divieti non sufficientemente
sanzionati . Gli attriti fra le diverse concezioni di vita derivarono
dalle tradizioni e dagli usi dei nuovi venuti, ma alle rimostranze
della parte più conservatrice dei cittadini reagirono sopra tutto le
gerarchie ecclesiastiche, sia perché da sempre fautrici degli
interessi dei più deboli, sia perché desiderose di conquistare nuovi
credenti, in sostituzione di quelli originari, ormai in gran parte
perduti .

3 - Le invasioni barbariche 

Sono già stata attentamente studiate le pressochè pacifiche invasioni
dei vari popoli del sud del globo verificatesi negli anni tranta del
2000; ma quasi contemporaneamente, si sono verificate le cruente
invasioni delle genti asiatiche protagoniste della "guerra santa
dell'Est", che erano sospinte a loro volta dallo spaventoso e
aggressivo incremento delle popolazioni cinesi e indiane, mentre
l'eccessivo incremento delle popolazioni del Giappone e dalla Malaisia
provocava l'occupazione delle isole della Sonda e dell'Australia e la
costituzione dell'Impero del Sole. Alcuni storici hanno stigmatizzato
la scarsa attività bellica svolta dall'Impero Americano d'Oriente per
resistere alle invasioni delle Genti del Sud provenienti dall'Africa;
eppure è evidente che la difesa affidata in larga misura alle genti
"barbare" (secondo la definizione recentemente adottata) non poteva
certo essere efficace contro i popoli della stessa razza, .provenienti
dalle stesse regioni dei mercenari barbari assoldati dall'Impero;
invece, le armi di potenza devastante sono state impiegate
dall'esercito, guidato dai generali Hamed Al Said e Jomo Keniatta XII°
, nella penisola iberica, ove la prima invasione organizzata dai
"barbari" del sud America (Colombiani, venezuelani, peruviani e
portoricani) è stata effettivamente fermata e respinta con perdite
incalcolabili degli invasori. Ma poi l'esame dei danni al territorio e
agli indigeni, provocati proprio dall'uso indiscriminato delle armi di
distruzione di massa, ha reso problematico e poi impossibile il loro
uso contro le invasioni delle genti islamiche arabe, dell' Anatolia,
d'Africa e della Mesopotamia, tanto più che quelle popolazioni esogene
erano già state accolte, in notevole misura, come forza lavoro,
all'interno degli stati dell'Impero Americano d'Oriente. L'uso delle
armi di distruzione di massa è stato indiscriminato, invece, ma
comunque inutile, per la difesa dalle invasioni dei popoli islamici,
provenienti da quello che era stato l'Impero russo, la semplice forza
del numero, sempre più grande e fatalisticamente impiegata, ha avuto
ragione dei difensori anche se in quella zona la difesa era affidata a
generali di razza tedesca, che intendevano mantenere quello che
avevano definito il loro spazio vitale. Proprio in questi giorni sono
giunte a Washington le insegne che distinguevano i Governanti
dell'Impero Americano d'Oriente; il Gran Mufti dell'Islam le ha
inviate al Presidente dei Presidenti Americani, con l'esplicito invito
a prendere atto della caduta dell'Impero Americano d'Oriente. Ormai in
quelle terre è iniziato il nuovo medio evo islamico.

4 - Osservazioni conclusive 

L'Impero Americano d'Occidente è attualmente limitato al Nord America
e confina a sud con gli Stati Latini Uniti, che costituiscono un
immenso serbatoio di umanità, disponibile a qualsiasi impiego.
Esistono quindi due alternative: o l'Impero Americano d'Occidente si
estenderà nel sud delle Americhe fino all' Antartide per incamerare e
sfruttare tutte le risorse del continente di ghiaccio, ovvero sarà il
sud delle Americhe che, analogamente a quanto è avvenuto in Oriente,
invaderà e incorporerà gli ultimi resti dell'Impero Americano; è
comunque ineluttabile ritenere che in entrambi i casi, con la fatale
fusione delle razze, l'attuale popolazione indigena dell'Impero
Americano d'Occidente è destinata gradatamente a scomparire.
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OSSERVAZIONI DEL RELATORE 

Mediocre e superficiale svolgimento; il candidato ha trascurato
persino di rilevare che, dopo la quasi incruenta "guerra santa
mediterranea", la religione attualmente dominante in Europa e
l'islamismo e che il Papato è stato costretto a trasferire la sua sede
("la cattedra di san Pietro") a Montreal; inoltre potevano essere
evidenziati i difficilissimi rapporti fra l'islam e le reviviscenti
religioni orientali, praticate sempre più aggressivamente nelle
regioni siberiane e mongole, che appartengono all'Impero Cinese e
confinano con l'Impero Islamico.



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