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Re: Perchè insegnano?



Il 02 Dic 2003, 11:10, "Toscanello" <[EMAIL PROTECTED]> ha scritto:
Quindi Facchi potrebbe tranquillamente
> risparmiarsi di ergersi a paladino di un'opinione che, se espressa con
tutti
> i crismi della serietà e dell'onestà intellettuale e della almeno minima
> documentazione, sarebbe da prendere giustamente in considerazione come
> quella di chiunque, ma quando espressa, anzi "sputata", in termini e
> modalità dozzinali superficiali e polemiche mi sembra che porga
l'occasione
> soltanto di altrettanto dozzinali e superficiali atteggiamenti di gratuita
> polemica; atteggiamenti che - nella mia esperienza di lettore di questo NG
-
> mi sembra di dover ricondurre solo come orizzonte di pericolo del Facchi,
> che di solito leggo volentieri, pur non sempre con consenso, per la sua
vis
> polemica, a tratti estrema, ma sempre intelligente. Come sono intelligenti
> anche gli interventi a sostegno di Roberta, ma - mi si permatta - stavolta
> sarebbe stato meglio chiedere alla signora di utilizzare la sua, di
> intelligenza, piuttosto che metter mano alla propria nel tentativo di
> giustificare ella per non averla usata.
> Cordialmente.


Guarda Toscanello, sono perfettamente d'accordo con te su tutto e accetto
senza tante storie anche le tue sensate critiche

Tengo solo a precisare un paio di cose una che riguarda me e una che però
riguarda anche voi altri che fate i censori di Roberta e mi accusate (questo
a sproposito però, caro Toscanello) di esserne paladino.

1) Se vai a vedere bene quello che ho scritto, non ho affatto difeso Roberta
per il giudizio dato (oltretutto senza specificare di chi si trattava non ha
alcun valore e qui sta a mio avviso l'errore) quanto la legittimità, nel
metodo, di dare un giudizio qualsiasi da parte di una persona non
competente, poiché Neo ha lasciato intendere che senza competenza certi
giudizi non si possono dare. Ed è questo che ho sostanzialmente confutato.

2)Riguardo al far pena o meno.
Hai ragione che non ha senso sparare giudizi a casaccio senza circostanziare
di chi si sta parlando, per quanto ci sarebbe da ricordare che l'esibizione
pubblica implica anche la disapprovazione, che vi piaccia o no e se non si è
in grado di accettarlo, semplicemente si dovrebbe evitare un tal genere di
mestiere e far qualcos'altro.

Per quanto mi riguarda, i miei giudizi ho quasi sempre cercato di
circostanziarli, subendo spesso, proprio per tale ragione, anche insulti ed
invettive di ogni genere, oltre ad inenarrabili attacchi virali sulle e-mail
che ho dovuto cambiare.
Anche questo atteggiamento dalla controparte è a mio avviso poco etico, ma
vedo che nessuno dice niente e va tutto bene così.
Prendo atto che il musicista deve essere rispettato, per definizione, mentre
sul pubblico si può anche "vomitare" qualsiasi genere di cosa senza colpo
ferire.
Io non sono d'accordo perché infatti è quello che succede sempre più
regolarmente.
Ribadisco che alcuni dischi o musicisti che ho avuto l'opportunità di
ascoltare in tanti anni a me, da persona forse un po' più competente (ma non
vuol dire nulla circa il discorso che sto facendo, sia chiaro) di Roberta
han fatto esattamente la stessa sua sensazione (anche se non concludo che
non possano insegnare o debbano andare a scuola, perché come già detto le
due cose possono non essere in relazione) e credo che sia un diritto
manifestare le proprie sensazioni e la propria opinione, giusta o sbagliata
che sia anche per iscritto, come anche ho fatto in passato sia qui sopra che
su recensioni su siti internet.
Ad esempio, il concerto che vidi a Bergamo Jazz 2002 della Orchestra
Nazionale di Francia diretta da Paolo Damiani mi fece esattamente pena e lo
ridico oggi. Fu, per il mio gusto personale, un esibizione di musica PENOSA
soprattutto per merito del suo direttore d'orchestra che, se non sbaglio, fu
pure licenziato da tale ruolo di lì a poco tempo (non so se esista una
relazione).

Credo di avere tutto il diritto di esprimere la mia opinione, di spettatore
dell'evento, che va presa per tale. Altri potranno non essere d'accordo. E'
altrettanto legittimo. Punto.
Ed è solo un esempio.

Ma scusate, per quale ragione su Kenny G posso dirne di tutti i colori (e su
questo ng è successo spesso) e su un musicista italiano che non mi piace e
si dice che faccia "Jazz", magari pure pagando per vederlo, non posso dire
alcunché?

Solo perché Kenny G guadagna troppo?

Dai ragazzi, cerchiamo ognuno di fare un bell'esame al proprio comportamento
senza rompere tanto alle "Roberte" di turno.
Questo era ciò che volevo dire.

Personalmente tra la musica di uno scalzacani qualunque italiano e quella di
un Kenny G artisticamente non vedo alcuna differenza, quindi, non vedo
perché devo ipocritamente dare addosso a Kenny G mentre il jazzista italiano
devo "rispettarlo".
Due pesi e due misure mi sembra.

A me sembra che ci sia a monte un pregiudizio etico, o di opportunità,
immotivato e non giustificabile dal punto di vista critico. O mi sbaglio? E
la competenza non c'entra un'acca.

3) Riguardo all'onestà intellettuale, anche qui vedo due pesi e due misure.
La Sig. Roberta è da condannare, mentre invece il critico amico che parla
bene di dischi in verità pietosi è da lasciar fare o da encomiare?

Rifletteteci

cordialmente

R.F.

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/



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