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COMUNICATO STAMPA
Teatro Manzoni
Via Manzoni, 42
20121 Milano
tel.: 0221025118
e-mail: [EMAIL PROTECTED]
7 dicembre 2003, ore 11.00
Il suono diverso del jazz
HENRY GRIMES TRIO
featuring: ANDREW CYRILLE
contrabbasso
Henry Grimes
clarinetto
Perry Robinson
batteria
Andrew Cyrille
The Call
Domenica 7 dicembre 2003, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni (Via
Manzoni 42, Milano), "Aperitivo in Concerto" presenta un autentico evento:
il ritorno sulle scene europee, dopo quarant'anni di assenza, di uno fra i
più grandi protagonisti della musica improvvisata contemporanea, il mitico
contrabbassista Henry Grimes.
Per alcuni decenni, infatti, Grimes è scomparso letteralmente dalle scene
musicali, sebbene già negli anni Sessanta venisse considerato uno fra i più
originali, inventivi, abili e creativi strumentisti nell'ambito della musica
improvvisata e non solo. Dato più volte per morto, Grimes è stato
protagonista di una vicenda umana fuori dal comune: insoddisfatto della
meschina e vuota competitività nel mondo musicale, disgustato dalla
mediocrità di un ambiente che egli immaginava migliore, questo musicista
coltissimo, sperimentatore di straordinario livello, proveniente dall'élite
musicale della celebre Juilliard School, decide di chiudere con la propria
attività e il proprio mondo, preferendo scomparire in una sorta di
volontaria latitanza che lo doveva portare a vivere per decenni nei
bassifondi di Los Angeles, in disperate condizioni personali.
La sofferta storia di Grimes -la storia di un grande jazzista che del jazz,
come tanti altri leggendari musicisti, ha provato la durezza e il più aspro
sacrificio- è stata adeguatamente raccontata da Goffredo Buccini in un lungo
ed apprezzabile articolo (Henry Grimes, mito del jazz tornato dal silenzio),
pubblicato in prima pagina sul "Corriere della Sera" il 27 maggio 2003, poco
dopo la pressoché miracolosa ricomparsa del contrabbassista:
“NEW YORK - Il sudore gli inonda di nuovo la fronte come al tempo delle Big
Band e dei suoi vent'anni. I calli sulle dita tormentano ancora le corde
inseguendo la voce più profonda di Dio. E il sound è sempre quello, lo
stesso suono che lui strappava al legno, accanto a Benny Goodman e Albert
Ayler, Charles Mingus e Thelonious Monk, "perché la musica è un feeling e,
se lo capisci, il feeling passa dritto dentro di te". Niente è cambiato
tranne il resto del mondo per Henry Grimes, il jazzista tornato dal nulla. E
questa è la sua storia: la storia di un vecchio con l'anima bucata e
rattoppata, "troppo sentimento e troppe emozioni possono crearti grossi
guai, amico". ..............................................................
E quindi è la storia di una resurrezione: fino a qualche mese fa, molti
credevano che Grimes fosse morto, altri che si nascondesse sotto falso nome
chissà dove e perché. Henry invece è appena riapparso a New York, col suo
nome e la sua faccia segnata dalle rughe, per suonare al Vision Festival,
nel centro giovanile dell'antica chiesa di San Patrizio a Mulberry Street,
Little Italy, al memorial per la cantante Jeanne Lee. Qui aveva studiato
violino alla scuola Juilliard di Lincoln
Center, qui era diventato un mito nei circoli jazz d'avanguardia dell'East
Village tra gli anni Cinquanta e Sessanta, qui l'avevano visto l'ultima
volta nel '68.
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UN SILENZIO DURATO TRENT'ANNI - Henry ha vissuto nel vuoto e nella
depressione per quasi trent'anni.
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L'ULTIMO CONCERTO - L'ultima volta che il mondo della musica ha visto Henry
Grimes è stato poco dopo, su un palcoscenico di San Francisco, al
"Both/And". Finito lo show, il fenomeno che le riviste specializzate
definivano "un nuovo gigante dell'avanguardia" e che per molti critici
rappresenta ancora la "connessione tra
i bassisti degli ultimi vent'anni e quelli degli anni Cinquanta",
semplicemente s'incammina verso una vita da fantasma.
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A LOS ANGELES - Finisce a Los Angeles, nella città incupita e cattiva degli
anni Ottanta, in una stamberga di downtown. Li chiamano efficiency hotel i
posti come quello dove ha vissuto lui: un gradino appena sopra il rifugio
per senzatetto, con un bagno comune per ogni piano, topi e scarafaggi sulle
scale, una piastra davanti al letto che fa da scaldavivande e termosifone.
LA VENDITA DEL BASSO - Per pagarsi un posto così, Henry vende il basso che
ancora si tira dietro senza più sapere perché. Al New York Times , che ieri
gli ha dedicato l'apertura della sezione artistica, racconta: "I soldi che
mi diedero non erano un giusto prezzo, ma vendetti comunque il mio
strumento. Sentivo di doverlo fare, e lo feci". Scappa Henry, scappa per
anni dalle ombre che lo inseguono.
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E lui perciò fa l'operaio in un cantiere, il custode alla scuola ebraica di
Beverly Hills e in un circolo di bowling. I soldi non sempre gli bastano
all'affitto della stamberga di downtown, a volte dorme per strada. Nessuno
fa caso a quell'uomo non ancora anziano che già si trascina, nessuno
s'accorge che compone poesie e se le recita a labbra strette.”
Grazie all'opera di un appassionato di jazz, Henry Grimes è stato ritrovato,
ed oggi è tornato a suonare, con risultati straordinari per modernità e
profondità. Come già detto, si ripresenta in Italia (dove era già stato con
Sonny Rollins e Don Cherry) e in Europa dopo quarant'anni di assenza, a capo
di un trio di straordinario valore, che comprende il celebre clarinettista
Perry Robinson e un gigante della batteria come il leggendario Andrew
Cyrille, artista che da Coleman
Hawkins a Cecil Taylor ha esplorato per intero -e da protagonista- il mondo
del jazz.
HENRY GRIMES
Uno fra i più innovativi esponenti del contrabbasso nella storia della
musica improvvisata, Henry Grimes nasce a Philadelphia il 3 novembre 1935.
Dopo un iniziale studio della tuba, pratica prima il violino e poi il
contrabbasso alla Mastbaum Technical High School di Philadelphia (dove
studiano anche Lee Morgan e Ted Curson), e in seguito alla Julliard School
of Music di New York, città dove si trasferisce all'inizio degli anni
Cinquanta e dove studia sotto la guida di Fred Zimmermann, celebrato primo
contrabbasso della New York Philharmonic Orchestra.
Dopo il diploma, si esibisce a fianco di Arnett Cobb e Willis Jackson,
ritornando per un periodo a Philadelphia, dove collabora con artisti quali
Bobby Timmons e Lee Morgan. Nel 1957 fa ritorno a New York, lavorando nei
gruppi di Shafi Hadi, Lee Konitz, Anita O'Day e Sonny Rollins, prima di
entrare a far parte del quartetto di Gerry Mulligan, a fianco di Chet Baker
o Art Farmer e Dave Bailey. Si afferma definitivamente al Festival Jazz di
Newport del 1958, dove si esibisce con musicisti assai diversi fra di loro
quali Benny Goodman, Tony Scott, Thelonious Monk, Lee Konitz e Sonny
Rollins. Con quest'ultimo si esibisce in Europa nel corso del 1959,
collaborando poi più di una volta con il pianista Lennie Tristano e
nuovamente con Rollins nei primi anni Sessanta. Nello stesso periodo Grimes
si appassiona alla rivoluzione del cosiddetto free jazz, di cui diventa uno
fra i più qualificati e creativi esponenti, lavorando con artisti innovativi
come Cecil Taylor, Albert Ayler (a fianco di quest'ultimo si esibirà spesso
con altri contrabbassisti: Gary Peacock, Jean-François Jenny-Clark, Alan
Silva, Bill Folwell, Charlie Haden), Don Cherry, Sunny Murray, Burton
Greene, Pharoah Sanders, Archie Shepp, Paul Bley, Steve Lacy, Charles Tyler,
JayClayton, Tom Price, Marion Brown, Frank Wright, Walt Dickerson, Rashied
Ali, Marzette Watts, Karl Berger. Il nuovo corso musicale non gli impedisce
di collaborare efficacemente con musicisti diversi quali Gary Burton, Billy
Taylor, Roy Haynes, Richard Wyands, Coleman Hawkins, Rolf Kühn, Philip
Guilbeau, John Bunch, Jerome Richardson, Zoot Sims, Shelly Manne, Shirley
Scott, McCoy Tyner, Tony Scott, Mose Allison, Chet Baker, Annie Ross,
persino Charles Mingus. Incide inoltre copiosamente con Ayler, Rollins (fra
cui album superbi come Sonny Meets Hawk! e Our Man in Jazz), McCoy Tyner (lo
splendido Reaching Fourth), Roy Haynes (Out of the Afternoon), Benny
Goodman, Archie Shepp (On This Night), Pharoah Sanders, Cecil Taylor
(Conquistador, Unit Structures), Roswell Rudd, Lee Konitz, Don Cherry
(Symphony for Improvisers, Complete Communion, Where Is Brooklyn), Bill
Barron, Perry Robinson e molti altri.
Nel 1967, spinto da avverse condizioni economiche e da problemi personali,
Grimes lascia New York e si trasferisce a San Francisco, dove si esibisce
per poco meno di un anno, spostandosi poi a Los Angeles, dove studia
recitazione e inizia una breve carriera di attore. Dal 1968 non si hanno più
sue notizie, e nel giro di pochi anni il mondo musicale piange la sua
presunta morte.
Dopo circa trentaquattro anni, trascorsi facendo lavori saltuari e
alloggiando in scantinati e in rifugi assistenziali, Grimes viene
riconosciuto a Los Angeles da Marshall Marrotte, un assistente sociale
appassionato di jazz che lo aiuta a reinserirsi nella vita normale,
offrendogli sostegno personale ed economico. Grimes, che non ha mai smesso
di esercitarsi in solitudine e "virtualmente", avendo da anni venduto il suo
contrabbasso, dimostra, miracolosamente, di non aver perso alcunché della
sua bravura e della sua curiosità musicale. Ricevuto in dono da William
Parker un contrabbasso denominato Olive Oil per il suo caratteristico
colore, si esibisce con lo stesso Parker, e riprende appieno la sua
attività, collaborando con Larry Ridley, Perry Robinson, Roy Campbell, Jr.,
Vinny Golia, Marc Ribot, Rob Brown, Tom Price, Jenny Scheinman, Alex e Niels
Cline, Joseph Jarman, nonché praticando l'insegnamento a New York.
Grimes ha appena vinto il Jazz Lifetime Achievement Award e giunge in Italia
su iniziativa di "Aperitivo in Concerto".
PERRY ROBINSON
Perry Morris Robinson, uno fra i più interessanti clarinettisti nel campo
della musica improvvisata, nasce il 17 settembre 1938 a New York. Figlio del
noto compositore cinematografico Earl Robinson, inizia lo studio del
clarinetto all'età di otto anni e si diploma presso la New York High School
Of Music and Art nel 1956. Frequenta in seguito la School of Jazz a Lenox,
Massachusetts (1959) e la Manhattan School of Music fra il 1961 e il 1962,
prima di perfezionarsi sotto la guida di Kalman Black (primo clarinetto
della Los Angeles Philharmonic Orchestra) e Eric Simon (insegnante della
celebre Mannes Music School). Nel 1962 fonda a New York un proprio trio con
Paul Bley e Sunny Murray, ed incide per la Savoy il primo disco, Funk
Dumpling, con Kenny Barron, Henry Grimes e Paul Motian. Dopo essersi esibito
a lungo sulla scena newyorkese, Robinson collabora con il trombettista e
compositore Bill Dixon e con il sassofonista Archie Shepp, collaborando
all'incisione del disco Mama Too Tight (1967); entra poi a far parte, nel
1968, del Primordial Quartet guidato dal trombonista Roswell Rudd. Fonda un
altro trio, questa volta con il contrabbassista David Izenzon e il
batterista Randy Kaye. Membro della Liberation Music Orchestra diretta da
Charlie Haden, collabora anche con la Jazz Composers Orchestra, partecipando
nel 1974 alla realizzazione di Escalator Over The Hill di Carla Bley e Paul
Haines. Nel 1973 entra a far parte del gruppo di Dave Brubeck (Two
Generations of Brubeck) e al contempo si esibisce, fra il 1972 e il 1978,
con il vibrafonista Gunter Hampel e la sua Galaxie Dream Band, con cui
collabora per tutti gli anni Ottanta e Novanta. Ancora nel 1978 collabora
con il percussionista brasiliano Nana Vasconcelos e il tablaista indiano
Badal Roy, realizzando un'incisione, Kundalini, che è fra i primi esempli
riusciti di fusione fra improvvisazione jazzistica e materiali musicali
multietnici, un'esperienza che si ritrova nella più recente collaborazione
con il pianista Burton Greene in una peculiare riscoperta del klezmer e
della propria eredità culturale ebraica. Incide e collabora, inoltre, con
Jeanne Lee, Marshall Allen, Annette Peacock, Grachan Moncur III, Anthony
Braxton, Lou Grassi, Ray Anderson, Henry Grimes, Patrick Favre, il poeta
Allen Ginsberg.
ANDREW CYRILLE
Uno fra i grandi esponenti storici del proprio strumento, il batterista
Andrew Cyrille nasce il 10 novembre 1939, a Brooklyn, New York. Inizia lo
studio delle percussioni da autodidatta, all'età di 11 anni; poco dopo fonda
un trio con il chitarrista Eric Gale. A partire dal 1958 studia alla
Juilliard School of Music e al contempo pratica la batteria sotto la guida
del leggendario batterista Philly Joe Jones.Nei primi anni Sessanta
collabora con la cantante Nellie Lutcher, nonché con artisti quali Coleman
Hawkins, Bill Barron, Mary Lou Williams, Roland Kirk, Ahmed Abdul-Malik,
Walt Dickerson e Illinois Jacquet. Nel 1964 inizia una quindicennale
collaborazione con Cecil Taylor, pur continuando a lavorare con musicisti
come Stanley Turrentine e Junior Mance, o come Marion Brown, Jimmy Giuffre e
Grachan Moncur III. Nel 1969 incide a proprio nome l'eccellente What About?
per la storica etichetta francese BYG. Nel 1971 fonda il gruppo Dialogue Of
The Drums, con Milford Graves e Rashied Ali. Nel corso degli anni Settanta
ricopre l'incarico di artist-in-residence all'Antioch College, Ohio. Nel
1975 crea una propria formazione, Maono, di cui fanno parte musicisti come
Ted Daniel, David S. Ware, Sonelius Smith, Lisle Atkinson o Nick DiGeronimo;
al contempo, fa parte di The Group, con il trombettista Ahmed Abdullah,
Marion Brown, Billy Bang, Norris Jones. Nel 1977 collabora con Carla Bley.
Incide in seguito con Jimmy Lyons e Jeanne Lee e dirige propri gruppi. Oltre
a collaborare costantemente con il Reggie Workman Ensemble e con Marilyn
Crispell, incide copiosamente con Billy Bang, Geri Allen, Anthony Braxton,
Horace Tapscott, David Murray, Butch Morris, Sam Rivers, Archie Shepp,
Charles Brackeen, Bobby Bradford, Spencer Barefield, Marty Ehrlich, Charlie
Haden, Hugh Ragin, Ivo Perelman, Leroy Jenkins, James Newton, Muhal Richard
Abrams, John Lindberg, John Carter, Borah Bergman, Peter Kowald e molti
altri. Strumentista innovativo, flessibile, dal gusto timbrico impeccabile e
dall'eccellente tecnica, è forse il batterista più completo e creativo ad
emergere dalla stagione del cosiddetto free jazz.
TEATRO MANZONI
via Manzoni, 42 - Milano
tel.: 027636901
CONCERTI DOMENICALI: ORE 11.00
CONCERTI DOMENICALI
Biglietto intero: € 10,50 · ridotto: € 7,75
In vendita alla cassa del Teatro prima del concerto
Prevendita: € 11,50 · prevendita ridotto: € 8,00
alla cassa del Teatro dal 1 ottobre 2003, dal lunedì al venerdì
Posti numerati
per ulteriori informazioni:
Viviana Allocchio
Iniziative Speciali
Teatro Manzoni
Palazzo Canova, I° piano
Centro Direzionale
20090 MILANO 2 (Segrate)
tel.: 0221025118
fax: 0221025110
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
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